Comunità che condivide 2009


Per intervenire in maniera efficace e significativa a livello di comunità, è necessario coinvolgere e far incontrare i soggetti che la compongono.
Il presente progetto, nello specifico, punta a favorire la conoscenza e l'integrazione di bambini e le rispettive famiglie, con i vari modi di vivere nel territorio, inteso sia come fornitore di servizi (scuola, centro sociale, associazione) sia come attore e soggetto attivo.
Crediamo che creare consapevolezza e senso di appartenenza alla comunità locale sia alla base del vero significato di società civile e rappresenti un tassello importante per la partecipazione attiva di ogni individuo alla vita quotidiana. Il senso di appartenenza può nascere solo a seguito di una conoscenza reale e profonda tra i vari attori attraverso possibilità di integrazione/interazione fra loro.
In concreto, si tratta di creare momenti di condivisione empatica fra gruppi diversi, come in questo caso quella fra bambini ed anziani.
Nella società urbana contemporanea, nella quale andremo ad operare, il ruolo affettivo ed educativo dell'anziano trova spesso spazio solo all'interno dell'ambito familiare, collocandosi come risposta alle esigenze di babysitteraggio “mentre mamma e papà sono al lavoro”.

Obiettivo principale del progetto è quello di sviluppare percorsi di integrazione tra giovani, famiglie e anziani nelle comunità locali della nostra provincia. Si intende inoltre:

  • Creare momenti di condivisione e incontro fra soggetti diversi della comunità, favorendo la cooperazione e la collaborazione nella quotidianità, la consapevolezza delle proprie potenzialità e del proprio valore sociale.
  • Incentivare lo scambio fra scuole e imprese private, nell'ottica della Responsabilità Sociale di Impresa e della partecipazione per il bene-essere della comunità, oltre che a livello intergenerazionale.
  • Riconoscere un ruolo attivo e funzionale di anziani, scuola e mondo delle imprese
  • Valorizzare la manualità, il saper fare , e la passione per il proprio lavoro
  • Proporre attività concrete di interesse collettivo

Il progetto prevede tre percorsi paralleli, che si intersecano in vari momenti:
Il primo sarà fatto con i centri anziani, il secondo con i bambini nelle scuole, il terzo con le imprese del territorio che diventano partner imprescindibili.

Conoscenza degli anziani e costruzione di consapevolezza .

In questa fase, preliminare al lavoro con le scuole, saranno organizzati incontri conoscitivi tra gli educatori e gli anziani dei Centri sociali o aggregativi del territorio.
Lo scopo è quello di:

  • Promuovere l'importanza e la valorizzazione del progetto.
  • Stimolare la consapevolezza in ciascun anziano di poter essere attivo e incisivo nella società.
  • Creare all'interno della relazione di fiducia tra educatori ed anziani la possibilità di individuare persone che possano percepirsi ancora importanti e significativi per l'intera collettività e che vogliano partecipare attivamente al progetto.

Ogni anziano sarà maestro di esperienza a fianco degli insegnanti e degli educatori, sarà maestro di vita per fare scuola in un modo nuovo . Offrirà testimonianza con i racconti della propria storia personale e professionale. Adeguerà il linguaggio a quello del bambino, grazie all'aiuto dell'educatore, in modo che l'esperienza diventi interessante e significativa.
Ogni laboratorio sarà realizzato cogliendo l'originalità e la ricchezza di ogni percorso esistenziale, sottolineandone l'importanza e la significatività anche là dove l'anziano stesso non sa coglierli.

Attività con le scuole – MASTR'APPRENDISTA

“Mastr'apprendista” dà la possibilità ai bambini, attraverso l'attivazione di laboratori manuali ed in collaborazione con un gruppo di anziani del territorio, di sperimentarsi direttamente nel ruolo di piccolo apprendista . Vengono messi in gioco i principi dell' educazione attiva , prendendo direttamente parte al percorso storico della conoscenza che l'oggetto realizzato evoca e richiama.
I laboratori si svolgeranno all'interno degli spazi scolastici con la possibilità di svolgere visite in imprese del territorio con il fine di conoscere dal vivo il contesto lavorativo.
I laboratori saranno ideati in relazione ai contributi personali professionali e sulle passioni degli anziani coinvolti. Questi ultimi diventano gli esperti, i maestri che possono dunque dar vita ad un percorso di apprendistato pratico.
Le lezioni saranno svolte da anziani esperti con il sostegno di personale educativo, al fine di garantire la trasmissione di linguaggi tecnici a misura di bambino.
I laboratori proposti sono:

  • IL FALEGNAME: taglia e inchioda
  • IL CUOCO: stuzzica la gola
  • L'ELETTRICISTA: crea circuiti
  • IL SARTO: cuce con l'aiuto degli spilli
  • IL CONTADINO: coltiva semi e piante
  • IL FOTOGRAFO: immortala ogni istante
  • IL GIOCHINVENTORE: crea giochi “riciclologici”
  • IL CRETAIO: plasma oggetti mitologici
  • IL BURATTINAIO: anima personaggi e fiabe
  • IL MUSICISTA: suona con note bande
  • IL PITTORE: riproduce il mondo di ogni vivo colore
  • IL PRECINEMATOGRAFO: anticipa ogni viva scena
  • L'ATLETA: corre sfrecciando come una cometa
  • IL BALLERINO: si muove al suono del violino

Contatto con imprese ed individuazione di modalità di collaborazione.

La partecipazione delle imprese potrà essere rappresentata dalla messa a disposizione di know-how rispetto alle attività produttive, per esempio per creare confronti (con visite guidate agli stabilimenti produttivi) fra metodi di produzione “di una volta” presentati dagli anziani, e quelli contemporanei.
Il mondo imprenditoriale rappresenta l'opportunità per il bambino di conoscere da vicino la complessità del contesto lavorativo, delle sue regole, dei ruoli e delle funzioni come dello sviluppo della tecnica nel particolare settore.
Impresa e scuola concorrono dunque insieme all'investimento di energie, protese allo sviluppo di una nuova conoscenza, in cui il fare e l'operosità acquistano importanza al pari del sapere intellettivo. In questo modo pensiamo di poter incidere sul ricambio generazionale all'interno del mondo imprenditoriale, valorizzando le mansioni che hanno a che fare con l'uso della manualità, rallentando la spinta generale dei giovani che orientano i percorsi formativi e professionali esclusivamente verso i lavori di “concetto”.


Al bambino viene data la possibilità di confrontarsi con gli elementi dell' educazione attiva , in cui la manualità, l'intelletto e le emozioni concorrono insieme alla crescita globale della persona. Il bambino ha la possibilità di imparare facendo , di scoprire il piacere della manualità, di incidere concretamente nella realtà operandovi. Il bambino avrà modo di conoscere dal vivo della storia lavorativa narrata personalmente dall'anziano, le caratteristiche e le peculiarità di ciascun mestiere. Avrà modo si conoscerne direttamente gli strumenti e le tecniche, utilizzando personalmente alcuni utensili e strumenti significativi e caratteristici di ciascun mestiere.
L'anziano diventa esperto, maestro di vita , riattiva conoscenze teoriche e pratiche ma anche valori e emozioni, passione e creatività. Si rivitalizza all'interno di un nuovo spazio in cui acquista valore la sua unicità e la sua potenzialità, e diventa una risorsa da cui attingere per le nuove generazioni. Crediamo che anche il benessere psicofisico di una fascia della popolazione a rischio come gli anziani, possa trarre beneficio da un progetto di questo tipo: un anziano che si percepisce attivo, che ha delle passioni, e che riesce a trasmetterle ad altri, rinnovandone la vitalità, diventa una risorsa per la società, e non più solo un costo.
La scuola , detentrice di un sapere “intellettivo” e teorico si rinforza ed acquisisce valore pratico quando si incontra con le potenzialità e le competenze presenti sul territorio. All'interno del contesto scolastico risorge l'antica APOTHEKE' , diventando il luogo in cui l'anziano artigiano mette in pratica con le sue ‘sapienti mani', le intuizioni più grandi della tecnica e della scienza. L'esperienza teorica e pratica, trasmessa nella relazione paziente e fiduciosa assicurata dall'anziano mastro, concorre all'evoluzione della conoscenza, nel rispetto delle potenzialità e delle risorse dell'apprendista.
La scuola incontra l'impresa artigiana e non, visitando direttamente l'azienda, conoscendo dal vivo il contesto nella sua peculiarità. Si potenzierà il legame che da sempre unisce il mondo del sapere con quello della professione, del sapere e del saper fare, valorizzando in tal senso la specificità del mondo artigiano e il valore della manualità, contrastando in tal modo le politiche economiche contemporanee, tese a scoraggiarle. Le imprese entrano quindi nelle famiglie e nella vita quotidiana delle persone anche prima dell'età lavorativa per preparare il carattere dei giovani lavoratori del futuro. Le imprese entrano nella società civile come elemento di educazione e di formazione.

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